
Non so in quanti avete il tempo o la voglia di leggere ciò che scrivo, anche se qualcuno di tanto in tanto, mi dice che gli è utile anche il mio punto di vista. Per chi non lo sapesse e legge il blog per la prima volta, sappia che sono un artigiano del vetro, i miei lavori sono per il 99% realizzati con procedimento manuale, le uniche macchine di cui faccio uso sono dei forni per la fusione, un computer e una stampante che uso per riprodurre copia dei bozzetti, disegnati con le matite, per ingrandirli con un proiettore di lucidi.
Lavoravo anche più di nove ore al giorno, compreso sabato mattina e già da più di due anni penso che potendolo fare cambierei mestiere, continuando questo, che mi sono scelto 30 anni fa per vivere, come hobby. Negli ultimi decenni c’è stata, oltre alla crescita della pressione fiscale e degli adempimenti burocratici, una svalutazione del potere d’acquisto delle famiglie, che erano una parte cospicua dei miei clienti, dopo la Chiesa e talvolta gli Enti Pubblici. L’artigianato artistico di qualità è stato fortemente penalizzato, si spendono anche 100.000 euro o anche più per un’auto, e in giro se ne vedono moltissime, oppure per un televisore ultimo modello ultrapiatto, si arrivano a spendere 2 o 3 mila euro, per un cellulare anche 800 ma alcuni prodotti fatti a mano, potrebbero scomparire e nessuno se ne accorgerebbe. Allora è bene capire dove il nodo che va sciolto, cosa va ripristinato perché il lavoro artigianale artistico e fatto a mano, possa continuare ad esistere e far vivere con dignità chi lo svolge, sempre questo interessi ancora chi è sempre più preso da problemi di macro-economia, di rapporti tra stati, dalla globalizzazione ecc. Devo aggiungere, che se una attività come la mia, così piccola, non ce la può fare in un’economia globalizzata perché ancora legata obbligatoriamente ad un modo di produrre, ancora molto simile o addirittura uguale a quello di epoca medievale, non così dovrebbe essere per molte aziende fortemente automatizzate e all’avanguardia che però in questi mesi, rischiano come me la chiusura per mancanza di ordinativi. Sino a qualche anno fa, era per me motivo di vanto e d’orgoglio, eseguire i miei lavori come avrebbe fatto un contemporaneo di San Francesco, Giotto o Michelangelo, senza fare rumore, riflettendo, o ascoltando buona musica; lavorare era bello e qualcosa in tasca rimaneva anche per vivere.
La mia microinpresa si trova in Sicilia, dove dice Marchionne, produrre un'auto costa 1000 euro in più e non posso dargli torto. Pensate che il vetro lo pago circa il 20% in più per il costo del trasporto, e non ho mai ricevuto nessun incentivo o aiuto statale per questo. La ditta Averna ha annunciato oggi di trasferire la produzione in provincia di Modena, e anche se ciò non può che lasciare l'amaro in bocca, sono certo sia stata una scelta obbligata, del resto se accade per la Fiat avere costi maggiori dovuti alla mancanza d’infrastrutture, l'Amaro Averna per la sua posizione geografica, al centro della Sicilia, si trova ulteriormente svantaggiata. Di queste aziende, nei giornali si parla, sono grandi, fanno rumore, ma di tante altre piccole realtà, che davano lavoro a tante famiglie, non ultimo in agricoltura, nessuno ne parla.
Non so cosa potrà cambiare realmente in questo paese, e se riusciremo a indurre chi ha gli strumenti idonei, a far sì che le PMI siano finalmente valorizzate per ciò che sono, detassandole e levando loro di dosso il carico enorme di cui sono gravate già da anni, ma che con la crisi risulta insostenibile sino a schiattarle come già succede.
Per chiudere, aggiungo che questa settimana a Palermo, a Brancaccio, per saperlo il quartiere dove fu assassinato Padre Puglisi, ha aperto il più grande Ipermercato della Sicilia, 125 negozi oltre a sale cinematografiche bar ecc.; il giorno dell’inaugurazione, la folla era tale che ci sono state zuffe tra coloro che non potevano mancare a un evento così straordinario. Che oggi ancora mi chieda il perchè sarò probabilmente costretto a chiudere bottega è come minimo una domanda ingenua.
La crisi economica per me non è per nulla alla spalle, anzi ci si continua ad indebitare per tenere in piedi l’attività. Invito tutti gli imprenditori, anche gli artigiani a partecipare all’IMPRESECHERESISTONO DAY che si terrà nei giorni 11 e 12 Dicembre prossimi a Milano.
1 commento:
E' certamente utile quello che scrivi ed è una situazione veramente drammatica.Mi chiedo come possiamo fare perchè questa crisi non ci schiacci.
Grazie per quello che fai.F.R.
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