mercoledì 9 dicembre 2009

Articoli di oggi 9 Dicembre

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S&P abbassa outlook Spagna, Milano accelera al ribasso

Dopo l'alert sulla Grecia, Standard & Poor's ha rivisto l'outlook della Spagna a negativo da stabile, confermando nello stesso tempo il rating AA+ a lungo termine e quello A-1+ a breve. Rispetto al quadro di inizio 2009, quando è stato ridotto il rating del Paese, "crediamo che la Spagna vivrà un deterioramento più pronunciato e persistente delle sue finanze pubbliche e un periodo più prolungato rispetto ai suoi pari di debolezza economica", sottolinea la società di rating.

L'agenzia di rating non ha, tra l'altro, escluso un eventuale rischio di abbassamento del rating nei prossimi due anni. La Commissione europea per la Spagna stima un deficit a 10,1% l'anno prossimo e a 9,3% nel 2011. A novembre Bruxelles ha chiesto alla Spagna un taglio del disavanzo pari all'1,75% del Pil entro il 2013 a partire già dal 2010.


http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200912091534444021&chkAgenzie=TMFI&sez=news&testo=&titolo=S&P%20abbassa%20outlook%20Spagna,%20Milano%20accelera%20al%20ribasso

ALTA VELOCITA’/ Ma quanto ci costano i treni veloci?
Presto si andrà in tre ore da Milano a Roma. Benissimo per gli utenti: la linea è la “spina dorsale del paese”, e comunque si è finita un’opera di cui un pezzo era già fatto, la tratta Bologna-Roma. Il traffico non mancherà certo (anche se probabilmente meno di quanto si possa credere: l’alta velocità per una buona parte di quell’utenza, cioè quella che ha molta fretta, c’era già, e si chiamava aereo, senza costar nulla allo stato).

I costi di costruzione però sono stati astronomici, tre volte quelli di linee analoghe negli altri paesi europei. Bastava per esempio ridurre un po’ il diametro delle gallerie sulla Bologna-Firenze (previste per merci che non ci passeranno mai), per ridurne nettamente i costi. Ma si sono sempre e comunque fatte le scelte più costose, tanto lo stato paga tutto, e non tutti hanno pianto per questi extracosti (si ricorda che i costi dell’opera non verranno pagati dagli utenti, ma da tutti i cittadini attraverso le tasse). Che poi la mano pubblica debba pagare i costi all’utenza che ha fretta (i redditi medio-alti che potevano pagarsi l’aereo), non è del tutto convincente sul piano distributivo.

Come si è detto, le merci non viaggeranno mai sulle linee AV, sia perché le merci che viaggiano in ferrovia non hanno fretta (in Francia, patria dell’AV, le linee non ne consentono neppure il passaggio), sia perché il transito costa più caro, sia perché la capacità sulle linee storiche è esuberante.


http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2009/12/9/ALTA-VELOCITA-Ma-quanto-ci-costano-i-treni-veloci-/54165/

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