Pensiamo a Zaccheo e alla Maddalena: non ha chiesto loro di cambiare, li ha abbracciati così com’erano, nella loro umanità ferita, sanguinante, bisognosa in tutto. E la loro vita, abbracciata, si ridestava in quel momento in tutta la sua profondità originale.
Chi non desidererebbe essere raggiunto da un simile sguardo ora? Infatti «non si può rimanere nell’amore a se stessi senza che Cristo sia una presenza come è una presenza una madre per il bambino. Senza che Cristo sia presenza ora - ora! -, io non posso amarmi ora e non posso amare te ora» (don Giussani). Sarebbe l’unica modalità per rispondere da uomini del nostro tempo, ragionevolmente e criticamente, alla domanda di Dostoevskij.
Ma come sappiamo che Cristo è vivo ora? Perché il Suo sguardo non è un fatto del passato. Continua nel mondo tale e quale: dal giorno della Sua resurrezione la Chiesa esiste solo per rendere esperienza......
http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2009/12/24/NATALE-Julian-Carron-quella-nostalgia-verso-l-infinito/2/57584/
1 commento:
Quando scartiamo un regalo
ricordiamoci che c'è chi non lo scarterà
e mentre abbracciamo i nostri cari
c'è chi abbracci non riceverà
e mentre serenamente viviamo il natale
c'è chi il Natale non lo avrà.
Se ricordiamo tutto questo
ogni piccolo dono e ogni abbraccio
avrà un senso profondo
e chissà...
magari saremo tutti un po' migliori
e capiremo il valore di ciò che abbiamo
e il Natale sarà finalmente magico.
Buon Natale.
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