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Rapporto Censis
Crisi, bruciati oltre 760mila posti
Per l’84% sono lavoratori dipendenti. Male soprattutto edilizia e industria. "Il sistema italiano ha retto meglio di altri paesi Ue, ma ci sono preoccupanti segnali di affanno". Soffrono Nord e Sud, tiene il Centro
Sono oltre 760mila i posti di lavoro persi in un anno a causa della crisi tra licenziati, messi in mobilità, contratti interrotti o chiusure di aziende. Dipendente (83,9 per cento), uomo (56,4 per cento) e residente al Nord o al Sud, questo l’identikit di chi soffre di più. Circa il 42 per cento di chi oggi è senza impiego lavorava nell’industria della trasformazione (27,1 per cento) e nell’edilizia (15,1), il 14,5 per cento nel commercio e il 9,1 nei servizi alle imprese. È quanto emerge dal 43esimo Rapporto Censis sulla situazione del paese. A questa platea “già numerosa - sottolinea il rapporto - si aggiungono quanti, pur occupati, lavorano a regime ridotto”: sono risultate infatti circa 310mila le persone che nella settimana in cui sono state intervistate non hanno lavorato, mentre circa 415mila l’hanno fatto ma per meno ore del solito. Si tratta per lo più di lavoratori dipendenti, in cassa integrazione o mobilità (quasi 350 mila) e sono concentrati soprattutto al Nord (65 per cento), segno di come in quest’area del Paese “il sistema, che pure ha tenuto - viene sottolineato - stia però registrando preoccupanti segnali di affanno”.
“IL SISTEMA TIENE”. Fino a oggi “il mercato del lavoro in Italia ha tendenzialmente retto, o almeno .....
http://www.rassegna.it/articoli/2009/12/4/55802/crisi-bruciati-oltre-760mila-posti
Roma/ Gli usurai avvoltoi ad EquitaliaGerit
Gli avvoltoi non si accontentano di aleggiare sulla preda. Ora la cercano prima ancora che sia morta. Ecco gli usurai a Roma, stanati dal cronista di Affaritaliani, direttamente nel salone della società di riscossione dell’Agenzia delle Entrate, la EquitaliaGerit.
Sono le 9 del mattino di martedì 17 novembre; la cabala non aiuta. Il cronista, pressato da una cartella e dalla minaccia di dover pagare salata una dimenticanza, entra nel grande salone di via Cristoforo Colombo, al civico 271. È l’ora di punta e la fila è lunga. Volti scuri, denti digrignati: questo è il girone infernale dove si paga e basta. E a nulla valgono le scuse. Troppo tardi, quando Equitalia chiama non resta che la resa.
Il salone è da oltre 600 persone. Molti seduti, tanti in piedi ad aspettare una fila che è veloce sole alle casse. Qui si “versa il sangue” e quindi si fa presto. Invece quando si chiede di capire chi e cosa hanno causato la notifica c’è da aspettare. Non molto, in verità. A dispetto della giovane età, il manipolo di ragazzi agli sportelli la sa lunga e sa anche bene come difendersi dagli insulti che volano e prendere le distanze dalla disperazione delle persone alle quali la macchina è stata bloccata dal fermo amministrativo, oppure hanno aperto la porta all’ufficiale giudiziario.
Senza liquidi in tasca, magari disoccupati, le prede sono lì ad attendere. In fila. Alle 10 una donna bionda, sulla cinquantina, in tuta da ginnastica un po’ trasandata, si avvicina ai più disperati che in genere sono donne sole. E’ il primo avvoltoio che studia la preda, la ascolta facendo finta di leggere il giornale e alla fine chiede: “Ma cosa è successo”. E giù il diluvio......
http://www.affaritaliani.it/cronache/roma_usurai_avvoltoi_all_agenzia_delle_entrate031209.html
Censis, 30% famiglie stenta a fine mese
Oltre un milione in povertà alimentare, 760 mila posti persi per la crisi
ROMA - Più di una famiglia su quattro arriva a stento a fine mese. E per coprire le necessità quotidiane è costretta ad ingegnarsi attingendo così ai risparmi accumulati nel tempo, dilazionando i pagamenti o chiedendo un prestito. A guidarle, una comune strategia: tagliare su tutto, mettendo al bando gli sprechi e ridefinendo i propri consumi. In una corsa sempre più alla ricerca delle offerte e dei prezzi più convenienti, in cui anche il carrello della spesa e la casa diventano low cost. Mentre si dice addio ai vizi che costano troppo, sigarette in testa. A fotografare "la stressata resistenza" delle famiglie italiane ma anche le nuove abitudini su cui la crisi le ha instradate è il rapporto 2009 del Censis dedicato alla situazione sociale del Paese. Dall'indagine .......
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2009/12/04/visualizza_new.html_1623925019.html
Senza manovra sul debito pubblico, crisi peggiore
............ le conseguenze della crisi sull’economia reale sono ancor più protratte nel tempo, quanto più i paesi evitano ristrutturazioni forzate del debito pubblico, passando per default pilotati dai quali si esce con operazioni straordinarie. E’ una conclusione che vale molto per l’Italia, che ha un debito pubblico elevato precrisi e che sta spendendo assai meno dei paesi concorrenti, ma che cresceva già troppo poco rispetto a tutti i Paesi avanzati. Politici seri, oggi, metterebbero in conto seri sgravi fiscali in concomitanza di una manovra straordinaria sul debito pubblico. Non si vede né l’una né l’altra cosa, all’orizzonte italiano. A tempi straordinari, risposte straordinarie. Non il mero gallegiamento, spacciato per virtuosa prudenza.
Leggi l'articolo al link
http://www.chicago-blog.it/2009/12/04/senza-manovra-sul-debito-pubblico-crisi-peggiore/#more-4135
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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
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LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
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............................... Le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anch...
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(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...
1 commento:
Siete preparati ad affrontare la nuova ondata di controlli che verrà scatenata nei riguardi dei piccoli imprenditori in crisi di liquidità da un anno? Verso piccole aziende che lottano per mantenere i propri dipendenti e contro la chiusura forzata che i numeri imporrebbero. Beati quelli che scudano al 5%, avranno un mare di liquidità a costo zero da sbatterci in faccia … e noi avremo i controlli…Fantastico questo fisco. Non vi sembra di avere qualche cosa da obiettare? Restate pure nelle vostre aziende aspettando la luce… una luce certo arriverà anche per Voi. Questo è l’aiuto che il nostro governo ci offre…. ma a quanto pare, a molti va bene così. Fortunati Voi… W L’ITALIA http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/ebc2c244652f19e/269_Com%20%20st%20Controlli%20versamenti%2030%2011%2009.pdf Ecco pronto il regalino di natale per ringraziarci delle nostra tenacia, della nostra etica, ma soprattutto del nostro sempre educato e rassegnato silenzio da minchioni.
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