Quanto mi hai inviato esprime bene quelle che sono le nostre difficoltà. Il punto fondamentale è che noi tutti facciamo parte di un sistema economico, voluto negli anni sopratutto dai "forti" . Multinazionali, grandi imprese, poteri forti. La Moda italiana per esempio, ha sempre usufruito di finanziamento e grande risalto gratuito su tutti i media pubblici, come fosse l'unica degna di essere portavoce del Made in Italy. Poi non bisogna dimenticare politici e amministratori, tu fai, infatti, l'esempio dei direttori della CCIAA. Chi ha acquisito i privilegi che detiene, difficilmente vi rinuncerà. Le imprese per loro natura, sono invece sempre costrette a rinnovare, diventare sempre più produttive, gli autonomi spesso, per andare dietro alle richieste sempre più pressanti da parte degli stati e di questi sistemi economici che ormai hanno ben poco a misura dell'uomo, lavorano anche 10 12 ore al giorno. Quanto tu chiedi vorrebbe cambiare questo sistema che si è talmente consolidato che a un certo punto ha fatto sì che pochi fortissimi e avidi, vedi Lehman Brothers ecc., tramite l'inganno hanno succhiato, con il sistema piramidale, talmente tanto da ridurre la finanza globale in ginocchio e chi ne ha fatto le spese, sono naturalmente i più deboli. La nostra rabbia mista alla tristezza per la sordità di chi dovrebbe fare qualcosa, se non sarà organizzata e convogliata in ragionevole maniera, come anche Luca sta portando avanti, risulterà inutile se non saremo veramente un gran numero di imprese a mettere in vista le proprie difficoltà. Come ho detto c'è sempre pudore a far vedere la propria azienda in crisi oppure molti ancora sperano in una ripresa, che quasi tutti i media non fanno altro che comunicare dando voce sopratutto al potere di turno. Le tasse e tutto il resto, come anche oggi, il Sole 24ore mette in prima pagina, aumenteranno per tutti gli stati, tranne che in Russia. Questo è quanto si prospetta. Spero che dalle vostre parti e al Nord, gli imprenditori abbiano più coraggio a portare avanti una forma di richiesta utile allo scopo. Da me in Sicilia, se le persone non sono dietro confederazioni o altro non mettono mai, o perlomeno sono pochi a farlo, la loro faccia in gioco. Per me sarà complicato trovare altri disposti a giocarsi e spero solo che alla fine la necessità o la " fame" cominci a smuovere qualcuno. Se un numero non eccessivo di imprese saranno costrette a chiudere, sarà giustificato, nei prossimi mesi, come naturale scomparsa dei meno competitivi, questo è ciò che vedo io.
Personalmente ritengo di resistere sino a dicembre, se non succederà qualcosa di nuovo. Vorrà dire che cambierò mestiere. L'artigianato, in questo sistema già soffriva prima, con questa crisi sarà costretto a farsi da parte per un pò di tempo sino al rinascimento del "pensiero economico e sociale", auspicato da Benedetto XVI nella Sua enciclica caritas in Veritate ed ormai da molti.
Ciao e scusami se sembro un po’ pessimista. Roberto
lunedì 31 agosto 2009
Lettera ad un' amica artigiana di Roberto Alabiso
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
-
LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
-
............................... Le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anch...
-
(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...
Nessun commento:
Posta un commento