Al Meeting di Rimini ho avuto modo di assistere alle relazione di Draghi e Tremonti di cui sicuramente avete sentito da tutti i giornali o Tg. Riconosco, nella mia pur non esagerata preparazione in campo economico, che sia il governatore della Banca d’Italia, sia il Ministro dell’economia, sono persone che sanno quello che dicono ed hanno ben chiara la situazione attuale. E’ certo che in economia non sarà più come prima, cambiamenti saranno necessari e i due relatori vedono una seppur leggera ripresa in atto che nel 2010 dovrebbe accentuarsi. Purtroppo ci credo poco. La mia impressione è che abbiano entrambi rinunciato a sottolineare le grosse difficoltà che tante piccole e medie imprese produttive dovranno affrontare, senza escludere le grandi e che molte non ce la faranno. Che alcune imprese siano costrette a chiudere succede, i motivi sono diversi, ma di solito sono rimpiazzate da altre oppure le stesse si riconvertono. Stavolta questo processo sarà accelerato ed ingigantito da un crollo della domanda generalizzato di cui già si vedono le conseguenze in molti settori, ma ciò non sembra preoccupare più di tanto come se la chiusura di numerose aziende e quanto ne consegue, possa essere in qualche maniera assorbito dal sistema. C’è da capire quanto numerose, cioè sino a mille o diecimila o trentamila o di più? Al sud quante ne chiuderanno in percentuale? Può avere importanza la distribuzione sul territorio? Penso che la moratoria sui debiti verso le Banche sia stato il massimo che il Governo in questo momento possa o voglia concederci. Del resto altri provvedimenti potrebbero creare scompensi verso la grande industria che è e rimane sempre privilegiata in situazioni economiche normali, figuriamoci in uno stato di crisi così profonda. Nel 1999 per una crisi della mia azienda, che era una società e dovette cambiare in ditta individuale, fui costretto a saltare per due/tre anni le rate di INPS, INAIL e TARSU e anche allora avevo mutui da pagare. Non mancavano però gli ordini, la situazione economica generale era buona e la mia ditta superò quel momento difficile. Mi costò moltissimo in more ed interessi saltare le scadenze previste ed ancora pago alcune di queste rate. Infatti ogni ritardo è una mazzata, peggio dell’usura ma a questi alti introiti nessun Governo vuole rinunciare. E' giusto, tu autonomo che non paghi alle scadenze previste e sei un potenziale evasore, quale momento migliore per toglierti quel poco che ti resta e la crisi è soltanto una scusa ! Quindi per continuare a tenere aperto, bisogna farsi bene i conti, magari chiedere un prestito per pagare le tasse, l’Imps ecc. E’ questo che banche e governo vogliono che facciamo? Se fosse una commedia verrebbe da ridere.
Il governatore Draghi a conclusione del suo intervento ha citato una frase che suo padre, egli era ancora un ragazzo, disse di aver letto ai piedi di un monumento e che ricordava ancora: - Se perdi il denaro non disperare, puoi fare un buon affare e recuperarlo. Se perdi l’onore non ti affliggere, con un gesto eroico puoi recuperarlo, ma se perdi il coraggio hai perso tutto.
Sono d’accordo, direi oggi all’autore di quella scritta ma aggiungerei che in una impresa economica al coraggio va affiancato il “buon senso”.
“Una strada per l’Italia”
Mario Draghi www.meetingrimini. tv del 26 agosto
“Oltre la crisi”
Giulio Tremonti ed Enrico Letta www.meetingrimini. tv del 28 agosto
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