I MEDIA DEVONO STARE ZITTI – “Non possiamo certo permetterci di affrontare le sfide che l’autunno riserva sul terreno dell’occupazione rincorrendo lavoratori che si arrampicano sui monumenti cittadini e che minacciano di buttarsi – replica Giuliano Cazzola, vice presidente della commissione lavoro della Camera e responsabile Lavoro del Pdl – In un paese ordinato e civile le vertenze individuali e collettive le affrontano le parti sociali, il governo e la magistratura, non certo Bertolaso, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile. Purtroppo c’è un solo modo per far cessare questa spirale ingovernabile: spegnere le telecamere”. Ed è difficile dargli torto, se non altro perché è vero che l’effetto-emulazione funge da moltiplicatore. Ma rimane che chiudere gli occhi non risolve in alcun modo il problema. Che congiunturalmente viene evidenziato dalla crisi, ma strutturalmente esisteva da anni, in aziende in molti casi decotte, che stavano in piedi solo grazie ai finanziamenti pubblici. Il problema è invece il dopo-Cigs, una volta che questa sarà arrivata. Per queste aree non c’è uno straccio di piano di sviluppo industriale pubblico, l’iniziativa privata è quella che è. La cassa integrazione è un ottimo anestetico sociale, ma ha un difetto: non è eterna. Quando i soldi fatalmente finiranno, che succederà?
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