.............Insomma, un cane che si morde la coda. O, meglio ancora, un cortocircuito. Per Soros, «la crisi dell’eurozona ha una componente fiscale e una bancaria e quest’ultima sta per toccare il suo climax. La Germania, con il suo mega-piano da 80 miliardi in quattro anni, sta gettando i suoi partner nella deflazione, un qualcosa che può essere l’anticamera, anzi il prodromo di un lungo periodo di stagnazione. E questo mix, la storia ce lo insegna, rischia di portare con sé nazionalismo, xenofobia, tensione sociale. Il concetto stesso di democrazia, a mio modo di vedere, potrebbe essere a rischio. La Germania è isolata a livello globale... Perché non permettono ai loro salari di crescere? Questo aiuterebbe la ripresa anche degli altri Stati europei»..........
Non serve certo un genio per capire che la situazione è seria: uno studio di RBS Marketplace, pubblicato ieri, ha reso noto che le banche di Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna hanno drenato oltre i due terzi delle iniezioni di liquidità cominciate a metà del 2008. Su un totale di 332 miliardi di euro, gli istituti di questi quattro paesi hanno beneficiato di qualcosa come 225 miliardi: qualcosa di mostruoso, a livello di cifre, eppure la situazione in cui siamo dimostra che non è servito a nulla.........
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