.............Il problema ulteriore è l'incapacità per le banche e le aziende spagnole di finanziarsi sul mercato: Madrid è tagliata fuori, può solo offrire tassi astronomici per collocare i propri bond e sperare nell'aiuto dell'Europa. Come già detto, è tecnicamente fallita. Per il resto, il silenzio regna sovrano sui reali problemi del sistema bancario europeo, tedesco in testa: ma si sa, loro regnano sovrani e quindi dettano le regole ai sudditi. Un memo riservato della Bafin, ente regolatore del mercato teutonico, parla di svalutazioni pari a 800 miliardi di euro per gli istituti tedeschi: i quali, quatti quatti e agendo sulla leva peggio di una investment bank anglosassone, hanno accumulato una doppia "razione" di perdite prima dalla crisi dei subprime Usa e poi dalla crisi del debito del Club Med.
Insomma, attaccano per difendersi, fanno la faccia da duri perché in realtà - come si dice a Milano - non sanno neanche quanti ne hanno in tasca. Come dar loro torto, d'altronde. Sia per la bomba ad orologeria su cui siedono i loro istituti di credito sia perché sicuramente, a Berlino come a Francoforte, avranno letto l'ultimo report di Axa Investment Managers, l'istituto francese che ha affidato al capo del centro analisi globale, Theodora Zemek, un compito tutt'altro che simpatico: capire quante possibilità ha l'euro di resistere a questa crisi del debito. Risultato? «I mercati sono molto, molto nervosi perché hanno prima intravisto e ora visto chiaramente una falla fatale nel sistema euro e non esiste, al momento, una via d'uscita chiara. Questa crisi è più grave e avrà implicazioni molto più pesanti di quella di due anni fa: peccato che i politici non lo abbiano ancora capito»............................
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