http://www.chicago-blog.it/2012/06/04/sudditi-un-programma-per-i-prossimi-50-anni/http://www.chicago-blog.it/2012/06/04/sudditi-un-programma-per-i-prossimi-50-anni/
C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
«Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto…»
Giuseppe Gioacchino Belli
Cara amica, caro amico,
in un’Italia in cui anche il dibattito pubblico è costantemente
condizionato da interessi di breve periodo, sono poche le voci che sanno
riportare la discussione sui principi – e trasmettere non solo slogan
ma proposte.
Questo è quello che abbiamo sempre cercato di fare con l’Istituto Bruno
Leoni. Credo, con un certo successo. Grazie a un team di ricerca
competente e capace, l’IBL è diventato un punto di riferimento:
per tutti quelli che non si rassegnano al declino italiano.
Ma è venuto il momento di fare un passo in più. In libreria, e nelle
librerie che vendono eBook su Internet, trovate un libretto con un
titolo inequivocabile: “Sudditi. Un programma per i prossimi 50 anni”. Sono i cinquant’anni che ci legano al bicentenario del nostro Paese.
Un lasso di tempo sufficientemente ampio, crediamo, per darci un
orizzonte ambizioso: rivedere ciò che non ha funzionato in questi primi
centocinquanta.
“Sudditi” è un libro-manifesto. Ha messo insieme intelligenze, analisi e
idee per risolvere quello che a nostro avviso è stato il vero problema
di questi 150 anni: cioè la perdurante asimmetria di trattamento fra
individuo e Stato, fra privato e pubblico. Che vuol dire, in concreto,
che anziché cittadini lo Stato italiano ci fa sentire sudditi. Siamo
come quei popolani cui Alberto Sordi – nel Marchese del Grillo – si
rivolge proprio con le parole del Belli.
“Sudditi” è un libro d’analisi e proposta, anche su un tema che ci tocca
tutti: quello fiscale. Il Fisco è il luogo dove si misura concretamente
il rapporto fra lo Stato e il Cittadino. Il contrasto dell’evasione ne
fa parte integrante. Ma la lotta all’evasione può essere condotta in
modi diversi. La strada scelta da circa un quindicennio poggia in larga
misura su una normativa sotto molti punti di vista “emergenziale” che
non sarebbe, nemmeno per sbaglio, concepibile nei rapporti fra privati.
Una normativa intrisa di sospetto e di pregiudizio nei confronti del
contribuente.
Questo sospetto e questo pregiudizio sono frutto di una storia che viene da lontano.
Francesco Ferrara divideva il mondo fra coloro che comprendono che i
«governanti son uomini in carne ed ossa che assunsero, sia di propria
volontà, sia per espressa richiesta, l’incarico di produrre pace e
giustizia, come il cacciatore produce la selvaggina ed il sarto i
vestiti» e la «Scuola autoritaria». «Nel suo sociale sistema è supposto
che, al di sopra degli individui consociati, esista un ente, un quid
ignorabile, non visto, non sentito, impalpabile, creato apposta, non si
sa quando né come, per sollevare e dominare su tutto
l’ordine sociale».
È quest’ultimo il pensiero che in Italia ha dominato negli ultimi 150
anni, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: una spesa pubblica
insostenibile, un debito che ci schiaccia, una preoccupante assenza di
garanzie a tutela del singolo, procedure fatte apposta per consolidare
il potere arbitrario di chi fa e di chi applica le norme.
Che questo nodo esista, nel nostro Paese è da vent’anni una
consapevolezza sempre più diffusa. Ma si pensa di spezzarlo con
l’intervento di un demiurgo – quale che sia il suo nome – o con terapie
somministrate sempre dall’alto verso il basso. Sono ricette che non
hanno funzionato perché non potevano funzionare.
La questione è innanzi tutto culturale. Ludwig von Mises diceva che i
governi rispettano la libertà solo quando è la società a costringerli a
farlo. È vero.
Con “Sudditi. Un programma per i prossimi 50 anni”
abbiamo voluto costruire uno strumento sintetico ed efficace, perché
più persone possano comprendere quant’è urgente “costringere” i
governi nella direzione opportuna.
È per questo che ti chiedo e che ti chiediamo un aiuto. Adotta
“Sudditi”. Dacci una mano a diffonderlo. Regalalo agli amici. Organizza
una piccola presentazione: l’Istituto Bruno Leoni sarà lieto di
rispondere a tutti gli inviti. Usalo per quello che è e vuole essere: un
“breviario” liberale sulle vere cause della crisi italiana, che è più
antica di quella dell’Europa.
Nei prossimi mesi si gioca una partita cruciale. Nessuno sa cosa
succederà, nessuno dove andremo a finire. Ma è impossibile che l’esito
di quest’ennesima transizione sia positivo, se non proviamo a cambiare
la cultura politica di questo Paese. Se credi nella libertà individuale,
è venuto il momento di dimostrarlo.
Nicola Rossi
Presidente
Istituto Bruno LeoniSiamo ancora dei sudditi
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
-
LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
-
............................... Le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anch...
-
(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...
Nessun commento:
Posta un commento