......... Avrà visto che c'è questa intervista in cui suo padre Vittorio Di Battista si dice orgoglioso di dichiararsi fascista, di indossare la camicia nera, di essere un camerata... Non è in imbarazzo?». «Mio padre è mio padre e io sono io», replica Di Battista. Ma la Bignardi non molla: davvero niente imbarazzo? «Siamo diversi, ma sono fiero di essere figlio di mio padre. Un uomo onesto...». Non basta. «Ma visto che lei è in politica suo padre non poteva evitare di dire di essere un fascista?». Signora mia. Alla fine, congedato Di Battista, se non fosse stato ancora chiaro, ci ha pensato Corrado Augias a esplicitare la presunta e latente accusa di continuità tra fascismo e grillismo. Ma qui siamo all'esercizio intellettuale e la barbarie diventa capziosa. Quel che invece è chiaro è che le colpe dei padri ricadono sempre sui figli. Soprattutto se stanno dalla parte sbagliata. Mentre ricordare quelle di suoceri e nonni che stanno dalla parte giusta, quella sì sarebbe vera barbarie. O no?.........................leggi tutto l' articolo
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