Non è previsto che si verifichi se il modello economico-finanziario adottato sia stato confermato oppure confutato dai fatti e se e le ricette prescritte abbiano avuto gli effetti promessi oppure siano state smentite. Quello che conta è il rapporto di approvazione-disapprovazione con l’Autorità, non di successo-insuccesso con la realtà.
La visione scientifica e laica è opposta: non esiste alcuna Autorità a priori (al di sopra dei fatti), invece si mettono a confronto i diversi modelli economico-finanziari delle diverse scuole, e si controlla, nel breve, medio e lungo periodo, le conferme e le smentite che i dati di fatto hanno dato a ciascun modello.
Perché l’Italia va in rovina – il Blog di Marcello Foa:
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
-
LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
-
............................... Le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anch...
-
(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...
1 commento:
Imprese Che Resistono, ‘serrata’ di 4 ore il 27 novembre
Il prossimo 27 novembre 2013 piccoli imprenditori, commercianti, titolari di partita IVA, “insomma coloro che sentono sempre più la pressione della crisi” – scrive in una nota diffusa alla stampa il sannita Pietro Di Lorenzo di Imprese Che Resistono – , attueranno una “serrata” dimostrativa con la quale “intendono mandare un messaggio chiaro al mondo della politica: “Se ci fermiamo Noi (che ormai siamo rimasti l’unica vera forza motrice del Paese) poi davvero non ce ne sarà più per nessuno”. Ebbene il 27 novembre (che è un mercoledì) ci fermeremo per 4 ore. Anche se il ‘non’ lavorare per noi significa rinunciare a possibili guadagni, senza poter invece rinunciare a dover pagare le tasse, vogliamo ancora sperare che il nostro grido di dolore non resti inascoltato”.
Ugo Bernasconi
Posta un commento