mercoledì 8 febbraio 2012

la Bellezza come sorpresa



La polemica sorta intorno allo spettacolo di Castellucci di qualche giorno  fa, mette in  risalto la questione di un linguaggio sempre più incomprensibile di  tanta espressione artistica di questo periodo. Penso alla mano di Catelan,  per rimanere a Milano ma a tante installazioni, cui questo ditone medio rimanda anche se  stabilmente collocato in Piazza della Borsa. Le istallazioni sono effimere per natura, costruite per durare poco e con l’unico solo scopo di farne conoscere l'autore a più gente possibile, pertanto più sono provocatorie e meglio è. Di queste manifestazioni, spesso banali e prive di senso,  (è raro, ma  ci sono artisti che fanno anche cose interessanti) , non rimane traccia, se non qualche strascico di polemica o nei rendiconti di Comuni Provincie o Regioni,  finanziatori a nostre spese. Oggi accade meno, c' è la crisi, e a volte sono anche sponsorizzate da compagnie telefoniche e multinazionali.
Quando in questi eventi artistici ci si mette di mezzo il sacro, diventa pressoché impossibile leggere l'opera, sempre lo sia, per le contraddizioni evidenti che  risultano, volenti o meno uno degli ingredienti principali, spesso ampiamente citati da tutti i media proprio ed esclusivamente per il carattere ambiguo e anticattolico.

Per giudicare la bellezza e la qualità di uno spettacolo teatrale , di un dipinto o di un film, forse dovremmo chiedere ad un fornaio, a un idraulico, a un pescatore, a un venditore di frutta e verdura oppure a un pastore e ad una casalinga e così, forse, soltanto ciò che è evidentemente bellezza potrebbe essere riconosciuta. Non tutti oggi sono in grado di comprender i linguaggi dell’arte attuale, anche se ci sono pescatori e fornai laureati, abbiamo bisogno di un critico, di qualcuno “studiato nella critica", che ha una buona capacita dialettica e sa interpretare, valutare, distinguere e sottolineare.
Ma la bellezza o la bontà  come diceva una pubblicità del salmone in scatola, é semplice e quindi tutti dovrebbero essere in condizione di riconoscerla, anche se oramai, come per la dichiarazione dei redditi, per pagare infatti (o eludere), le tasse, serve un commercialista, per capire un’opera  occorre chi  la spieghi completamente da cima a fondo, essa non è sufficiente da sola di farsi comprendere né tanto meno di stupire, nel senso più compiuto del termine, cioè di suscitare stupore, come accade a un bambino quando dice, facendo commuovere mamma e papà :  - che belloooo!!! - ;

Un certo mondo dell’arte è diventato anch’esso privilegio, se così possiamo dire, di una  casta di intellettuali, di banchieri e finanzieri, che usano le opere come fossero titoli e obbligazioni, ma molte di queste,  non ha nessun vero valore d’arte, cioè non sono segno di nulla, non rimandano a nulla, non stupiscono. Un’opera d’arte  è tale perche in ciò che immediatamente si vede manca l’oggetto cui questa rimanda, che in un dato istante appare, ma è dello spettatore e soltanto suo, fosse anche lo stesso autore in questa veste. Un’opera è come un indicazione, dice, guarda oltre, ciò cui anche l’autore nel momento creativo tenta di guardare. C’è sempre un "più in là", come nella poesia di Montale, e l’artista è colui che lo pre-sente e prova a svelarlo, ma è egli stesso, nel suo fare, destinatario di un dono inaspettato.  Se chi dipinge, scrive o scolpisce non guarda oltre se, anche lo spettatore farà lo stesso, o almeno così succede quasi sempre,  ma se  un pittore o un regista vede più lontano, anche chi guarda l’opera è trasportato più lontano, a cercare più in profondità il significato della realtà; quindi  al  bello e al vero, pensiamo a Mozart o a Michelangelo. Nell’arte non ci sono regole e la tecnica é sempre a servizio di una maggiore libertà, non  è  vincolo ma uno tra gli elementi che fanno riconoscere i maestri.
Per tornare a Castellucci, io non l’ho visto e non lo farò, penso abbia sfruttato come tanti artisti o pseudo artisti oggi, il tam tam mediatico che si eccita in situazioni di questo tipo, e così, dopo questa ennesima polemica ricorderemo soltanto il Salvator Mundi, dipinto da un vero maestro, e riguardarLo sarà una sorpresa. Sempre e ogni volta.



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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

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